Nel buio che riempie la stanza, i lampi che fendono il cielo, mettono quasi paura a
vederli dalla finestra.
Sembra quasi come se il cielo si stesse vendicando di un torto subito molto tempo
fa.
Ma la tempesta non arriva per caso, a provocarla è un uomo, che si trova solo
davanti a tutte le sue macchine. Ed è insieme a queste che tenta di dare forma al
suo pensiero. Il suo pensiero è il suo fuoco.
Il fuoco arde dentro di lui, lo nutre e si nutre di lui.
Ed è tutto quello che ha.
Il fuoco però può ardere troppo e bruciare tutto quello che lo circonda: gli antichi lo
avevano capito molto tempo fa. Sapevano che il calore della tecnica scalda,
illumina, salva l'umano. Ma può anche fargli male...
Per questo vollero incatenare Prometeo, perchè temevano che la sua fiamma
potesse sciogliere l'ordine del mondo, che già riconoscevano essere fragile.
Noi, invece, il fuoco di Prometeo lo abbiamo liberato. Abbiamo tradito l'ordine
degli antichi di tenerlo in gabbia e da quando è libero, gli chiediamo tutto. Di
estenderci, di dare forma e fiato alle moltitudini che abitano in noi, alla nostra
capacità di immaginare. Di costruire visioni, mondi, illusioni.
Siamo diventati più alti dei nostri stessi desideri. E da quell’altezza affiora
l’eccesso. Il fare senza uno scopo che continua anche quando il perché è finito.
Oggi la nostra capacità di creare corre più veloce della nostra capacità di capire.
La potenza è immensa. Ma la potenza, senza un limite, scivola nell’arbitrio. Si
espande ovunque, senza chiedersi dove sta andando.
Per questo dobbiamo sottometterci alla necessità.
A quella necessità che esclude, definisce, orienta. Che ci ricorda che l’arte non
nasce dal possibile infinito, ma dall’infinito che decidiamo di trattenere.
La tecnologia può fare tutto. Può accendere mille luci, costruire un albero perfetto
e farlo brillare come una promessa.
Ma scegliere il perché, il senso di quel gesto, resta un compito fragile, lento, e
irriducibilmente umano.
Perché ciò che nasce senza scopo, non ha significato. Non è grande, e mai potrà
esserlo.
continua a leggere